Che garanzia serve per la cessione del quinto?

Quando si parla della Cessione del Quinto, che ancor oggi rappresenta la modalità più semplice e veloce per ottenere un vario quantitativo di soldi in poco tempo. Tuttavia, come per ogni prestito vengono richieste delle garanzie in modo che l’ente che emette il finanziamento si assicuri sulla capacità del richiedente di restituire i soldi. Si tratta di un passaggio fondamentale che non si può proprio evitare, ma che nel caso della Cessione del Quinto è più semplice da svolgere (puoi trovare tutti i dettagli su http://prestitiecessionedelquinto.com/). Il motivo è semplice: le garanzie che vengono richieste sono minori e non sono delle vere e proprie garanzie, come comunemente richiesto. Anche per questo la Cessione del Quinto è uno di quei prestiti che vengono spesso a coloro che non hanno proprio un’ottima storia creditizia alle spalle. Perciò è uno dei prestiti più richiesti e più popolari in assoluto tra tutti quelli che vengono erogati. La facilità di erogazione e di ottenimento del prestito, però, non significa che al momento della richiesta della Cessione del Quinto non bisogna comunque presentare delle garanzie alternative. Quali sono? Scopriamolo insieme

 

Innanzitutto bisogna che il richiedente abbia un posto di lavoro. Preferibilmente dev’essere un posto di lavoro fisso con il contratto a tempo indeterminato. In alternativa è possibile comunque presentare un contatto a tempo determinato. Tuttavia, in questo caso la durata del contratto lavorativo deve coprire la durata del prestito. Questo significa che se il contratto lavorativo dura un anno e la Cessione del Quinto ha una durata di 1 anni e 2 mesi, il prestito non sarà erogabile. Ovviamente anche la pensione è una valida garanzia al fine di ottenere il prestito. Tuttavia, l’importo della pensione dev’essere abbastanza alto per garantire al pensionato la possibilità di restituire il prestito con gli interessi senza andare sotto la soglia della povertà con i soldi rimanenti. Per dirla brevemente: se la pensione è troppo bassa, difficilmente verrà concesso il prestito. Ovviamente è sempre possibile trovare una via d’uscita al problema e in particolare aumentare la durata del prestito. A tutto questo si aggiunge anche un altro obbligo: quello di avere la copertura assicurativa. Quest’ultima è obbligatoria per legge e facilità l’erogazione del finanziamento da parte degli enti finanziatori. Per ottenerla basta rivolgersi a un’azienda di assicurazioni. Attualmente sul suolo italiano operano diverse compagnie di questo genere: svolgendo una semplice ricerca sul web è possibile trovare quella che meglio si addice alle proprie necessità.

 

La particolare struttura di un finanziamento di questo genere non richiede la presentazione di garanzie reali, come quelle degli altri prestiti. Quindi non bisogna mettere l’ipoteca sulla casa o richiedere la firma assicurativa di un terzo. Una forma di garanzia per la Cessione del Quinto la si ritrova facilmente anche nel TFR maturato dal richiedente oppure dalla pensione che spetta al pensionato. Proprio questi salari e pensioni hanno la funzione di fare da garante alla restituzione del prestito. Questo anche di fronte all’ovvio rischio vita, infortuni oppure rischio perdita lavoro. In alcuni casi è possibile che il finanziatore richieda al richiedente anche altre garanzie, come l’assicurazione dal datore di lavoro sul fatto che il richiedente non rischia di perdere l’occupazione. In questo caso si fa semplicemente firmare al datore di lavoro una lettera dichiarativa.

 

A proposito delle assicurazioni: in alcuni casi è persino previsto l’obbligo di sottoscrizione obbligatoria di un’assicurazione sulla vita o sull’impiego. Queste assicurazioni devono garantire, nel caso in cui il richiedente si trovasse in una situazione d’incapacità di pagamento, di restituire al finanziatore l’importo erogato con gli interessi annessi. Il tutto è dovuto al TFR precedentemente accumulato dal richiedente. I costi relativi alla copertura assicurativa, qualsiasi essa sia, viene trattenuto dall’ente finanziatore. Quest’ultimo è obbligato, per leggere, a erogare al richiedente la somma richiesta al netto di tutti i costi relativi alla copertura assicurativa. Le norme legislative di riferimento, per salvaguardare le garanzie richieste, prevedono che il debitore non possa richiedere alcun anticipo sul trattamento di fine importo per tutta la durata del finanziamento. Questo serve, senz’altro, a fornire delle maggiori sicurezza all’ente erogatore, ma fornisce anche delle possibilità in più al richiedente.

 

A supporto delle garanzie richieste viene realizzato il contratto sul prestito con la modalità Cessione del Quinto. Ogni contratto realizzato in tal ambito deve necessariamente contenere alcuni fattori, tra cui:

– il tasso d’interesse, che viene stabilito dalle due parti chiamate in causa;

– gli altri prezzi e costi che rientrano nell’erogazione del prestito, tra cui anche la mora e altri possibili oneri;

– la durata, le modalità di erogazione e anche il costo totale del finanziamento: tutti dei fattori a cui bisogna prestare la massima attenzione;

– senza dimenticarsi del numero, degli importi e della scadenza delle singole rate;

– nel contratto, a garanzia di entrambe le parti, va incluso il tasso annuo effettivo globale, comunemente denominato TAEG;

– ovviamente il TAEG non va inserito nel contratto casualmente, ma dev’essere accompagnato da numerose condizioni analitiche. Grazie a quest’ultime il TAEG può essere modificato;

– inoltre va incluso l’importo di base e la cause dei costi che vengono esclusi dai calcoli relativi al TAEG;

– le altre garanzie richieste, che nonostante la particolare tipologia del finanziamento possono venire comunque stabilite secondo le volontà e i desideri del finanziatore dopo l’accordo con il richiedente;

– inoltre vanno inserite le coperture assicurative stipulate e/o richieste.

 

Ovviamente ci sono anche dei documenti accessori che servono da garanzia per l’erogazione del finanziamento. La modulistica è variabile a seconda degli enti interessati: ente pubblico, quello di pubblica amministrazione, ente privato/pensionistico e così via. Il richiedente è obbligato, per legge, a fornire i propri dati personali e allegare dei documenti che servono da garanzia, tra cui:

– il certificato salaria per i lavoratori dipendenti;

– la retribuzione al netto e al lordo;

– il TFR maturato;

– le trattenute sullo stipendio;

– benestare aziendale.

 

Infine occorre precisare che, per legge, il richiedente deve firmare una delega a carico del proprio datore di lavoro. Tramite questa delega egli incarica il proprio datore di lavoro, dandogli l’opportuno permesso, di prelevare con cadenza mensile un certo ammontare di denaro dal suo salario destinandolo direttamente all’imborso delle rate. Il datore di lavoro deve ricevere questa lettera e acconsentire, altrimenti il finanziamento non avverrà mai. Nella maggior parte dei casi si tratta unicamente di una mera procedura burocratica, in quanto, se non vi sono degli ostacoli alla trattenuta sullo stipendio con il fine di restituzione del prestito, la risposta avviene in modo praticamente immediato. Solo dopo avviene l’erogazione dei soldi.